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Canale Mussolini

Non si può che voler bene al romanzone di Pennacchi, vincitore del premio Strega, così come al suo autore. Si è letteralmente travolti da Pennacchi: dalla prosa incalzante e semplice, dai tanti personaggi e dalle loro storie sempre delicate e piene di vita, dalla crudezza della cronaca di quei duri tempi (raccontata senza nascondere numeri e date su fascismo e guerre) e infine dalle tante battute pronunciate dai protagonisti che ci regalano più che un sorriso. E’ la storia della famiglia Peruzzi, famiglia di mezzadri del ferrarese, cacciata e spogliata di tutto dai conti Zorzi Villa (che verranno maledetti in ogni occasione per tutta la storia: “maladéti i Zorzi Villa!”), e della loro storia nell’Agro Pontino, dove hanno ottenuto un podere dall’Opera Combattenti, che sta realizzando la grande bonifica, perché fedeli (anche troppo!) militanti fascisti. Un libro che aiuta a capire quei tempi al di là della retorica e della politica, con lo sguardo della vita quotidiana e delle sue ragioni: perché dietro alle storie di popoli e famiglie, di guerre sanguinose e di progressi, di amori e odi, c’è una quasi imperscrutabile e non giudicabile ragione personale. Ciascuno di noi, sembra voler dire Pennacchi, ha “le so’ razon”, ed è inutile far finta di ignorarle in nome di principi superiori più o meno morali. I Peruzzi erano socialisti (appresso alla divertente figura del poi gerarca Rossoni) perché volevano uscire dalla miseria, poi diventano fascisti per lo stesso motivo e ottengono le terre nell’Agro Pontino, e le difendono contro i “marocchin” locali di Cori e di Sezze (che a loro volta li chiamano “cispadan”), poi contro gli americani invasori (sia pure per poche ore: sembra che veramente pochi coloni e qualche tedesco bloccarono per un po’ gli angloamericani sbarcati ad Anzio, fino all’arrivo delle truppe tedesche che erano concentrate a Cassino). Insomma una visione realistica e de-ideologizzata della storia, sicuramente molto discutibile, ma alquanto efficace. Infine un libro che ci fa ripercorrere le vicende dello scorso secolo: noi e i nostri figli, generazioni di europei post-guerre, non dovremmo mai finire di sorprenderci per la nostra fortuna leggendo pagine come queste.

Avevo già letto Pennacchi (vedi la recensione “Schaw 150 Storie di fabbrica e dintorni”: http://appunti.ilcannocchiale.it/2006/08/27/ho_letto_durante_lestate.html) autore intervistato lo scorso anno anche dalla rivista Mare del Lazio, realizzata da Litorale spa. Ci aiuta molto a capire la nazione “veneto pontina”. E’ il secondo Strega vinto da una storia in parte ambientata in quei luoghi: l’altro è stato Vita della Mazzucco.

Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, Mondadori 2010

Pubblicato il 25/8/2010 alle 17.59 nella rubrica Libri.

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