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Tremonti, art.41 e bed&breakfast

Tremonti alla pag.7 del 24ore di oggi affronta, con ampie argomentazioni filosofiche e citazioni di Hobbes, Tocqueville e Sant'Agostino, i temi della regolamentazione amministrativa e della libertà d'impresa. Un contributo serio e importante. Le considerazioni sull'imbarbarimento del procedimento amministrativo italiano (che ci fa tornare secondo lui ad un medio evo, non più di dazi ma di regole) sono largamente condivisibili. Ma lo è anche la riflessione di fondo che fa sulla positività "ontologica"dei comportamenti umani in campo economico? E' importante capirsi su questo punto perché qui si fonda la proposta del principio c.d. “ex post” nei controlli amministrativi, che sembra di capire dovrebbe essere aggiunta all'art. 41 della Costituzione, che Tremonti non vuole "radicalmente modificare". La società italiana è eticamente (uso questo termine impegnativo) matura perché si affermi un principio costituzionale di procedura amministrativa ex post? Oppure questa dirompente novità dell'ordinamento porterebbe ad un imbarbarimento della vita sociale, con, in assenza del controllo pubblico ex ante, la prevaricazione di chi è più forte e senza scrupoli? Quali conseguenze potrebbe portare in alcuni delicati settori come l’edilizia e la sanità privata?
Sotto gli occhi di tutti abbiamo uno spettacolo desolante del livello etico del nostro paese: ci piacerebbe condividere la proposta di Tremonti, ma ci sembra eticamente irricevibile, perché peggiorerebbe ancor più il nostro Paese. Il che naturalmente non vuol dire che vada bene com’è: il sistema dei permessi amministrativi e spesso pessimo ed in mano a funzionari in troppi casi incompetenti e corrotti. In questa disastrosa situazione più che le rivoluzioni e le tecniche di rottura serve il lento lavoro delle riforme.
Racconto infine, passando dai massimi sistemi ad un'esperienza reale, che da amministratore realizzai in una disciplina il principio dell'ex post. Mi riferisco alla legge regionale del Lazio che autorizzò il bed&breakfast alla fine degli anni 90: concepita come attività di integrazione del reddito familiare, chi voleva realizzarla nella sua abitazione doveva semplicemente comunicarlo al Comune. Com'è noto aprirono decine di esercizi che violavano le regole e i limiti stabiliti, gli albergatori gridarono alla concorrenza sleale, e il legislatore è dovuto recentemente intervenire per modificare la normativa, introducendo una disciplina autorizzativa ex ante. A questa situazione si arrivò anche perché il sistema dei controlli sul territorio (nel caso da parte del Comune di Roma) è normalmente molto carente: sarà difficile convincere un'amministrazione impostata (mentalmente e praticamente) sull'ex ante a riorganizzarsi per l'ex post!

Ciò detto il ragionamento fatto da Tremonti è molto serio, e lo sforzo per uscire dall’attuale medio evo delle procedure dovrebbe essere affrontato con grande decisione, ma tenendo conto del paese reale.

Pubblicato il 26/6/2010 alle 23.8 nella rubrica POLITICA.

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