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La "svolta" di Rutelli

Non so bene dove finirà e cosa concretamente farà Francesco Rutelli, maestro della politica del movimento, come lo ha definito Stefano Menichini su Europa qualche tempo fa. Probabilmente può avere successo se punta alla “decomposizione del blocco Berlusconiano” (sempre Menichini), e quindi alla creazione di un partito liberal moderato di centro che acchiappi pezzi del PDL: ma non mi sembra, nonostante gli scricchiolii governativi di queste ore, che questa decomposizione sia imminente. So però che molti dei temi e dei problemi che Rutelli illustra nel suo recente libro stanno ai primi posti dell’agenda politica italiana, e Pierluigi Bersani dovrà darà segnali forti e nuovi se vuole che il PD sia veramente PD e non qualche altra cosa da anni ‘70, mascherata da PD.

Nel libro emerge con grande chiarezza il carattere forte del politico Rutelli: la voglia di innovare in continuazione e la necessità di rischiare, l’attenzione per i ceti emergenti e il desiderio di rappresentare l’elettorato escluso dalle nomenclature partitiche, l’agenda di cose pratiche da fare (dalla cedolare secca sugli affitti, al servizio civile obbligatorio). Emerge anche il carattere duro del leader, che non lascia margine all’incertezza, restringe al massimo gli interlocutori di un reale confronto, non considera possibile l’amicizia nella vita politica ("due parole vanno bandite dal lessico politico: amicizia, generosità. ..E' nel rapporto tra le persone che si esercita incessantemente il conflitto ..."). E infine afferma che " i partiti politici sono mezzi, non fini", dunque una scelta netta per aggregazione post - ideologiche, più comitati elettorali che partiti di popolo.

Essendo Rutelli uno degli uomini più intelligenti e attenti della politica italiana, avendo con lui una consuetudine ormai molto lunga e una forte riconoscenza per le belle esperienze politiche e professionali che mi ha offerto (nonché una sincera, per quanto mi è permesso, amicizia) è difficile soffocare una irrazionale voce interiore che dice “guarda che ha ragione, fanculo il PD e questi comunisti di m.!”. Ma la ragione dice altro, e precisamente:

Non avendo alcun incarico politico, la mia posizione è quella di cittadino e militante di base: non condizionerà più di tanto questi complessi processi politici. Continuerò però a discutere sui temi del PD nel locale circolo (con la brava coordinatrice Valentina Caracciolo, bersaniana!), cercherò di sviluppare qualche nuova idea per il governo di Roma e del Lazio, a scrivere sul blog e sui social network. E anche a confrontarmi e ad ascoltare Rutelli (quando e se ci interpella).

Francesco Rutelli, LA SVOLTA, lettera a un partito mai nato.
Marsilio 2009

Pubblicato il 15/11/2009 alle 21.9 nella rubrica POLITICA.

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