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Bella Berlino vero?

Certo che si, impossibile dire il contrario, mi unisco alla folla dei visitatori entusiasti, ma con qualche dubbio. Quello che subito ha colpito un “romano frustrato” come me è la pulizia, l’ordine, la qualità dei luoghi e degli arredi urbani. 12 anni fa, quando ci andai per la prima volta, Berlino era un immenso cantiere; oggi un’immensa serie di palazzi moderni, di vetro e di acciaio. Freddo e troppo centro commerciale il complesso di Potsdamer Platz, a cominciare dal celebrato Sony Center, belle le rive dei canali recuperate ad un uso pubblico, le strutture e gli alberghi intorno ai musei, le ambasciate americana ed inglese (che sicurezza discreta! non si potrebbe fare pure a Via Veneto?) e gli altri palazzi costruiti intorno alla porta di Brandeburgo . Ma non si ritrova molto della storia di questa città, capitale europea, protagonista nel bene e nel male della sua storia. Troppo è stato affidato ad un’architettura americaneggiante, ma certo lontana dalla bellezza dei grandi grattaceli e quartieri simbolo realizzati nelle capitali USA (Chicago, Ny, Houston,..). Il rischio città turismo, città senza identità mi pare forte: lo trovo sintetizzato nella straordinaria, coraggiosa e bella ristrutturazione del palazzo del Reichstag, parlamento di ieri e di oggi, dove l’attrazione turistica della cupola (gratuita!), fa dimenticare l’identità istituzionale del palazzo. Il bellissimo luna park mi pare vinca largamente sull’istituzione!
Non mi è piaciuto né come architettura, né come contenuto il museo dedicato agli Ebrei, il Judisches Museum: mi è sembrato voler raccontare la storia di un popolo morto, altro che riconoscimento, con una sola mezza parete dedicata all’Olocausto e alle leggi razziali, non va bene. Bello e di forte simbolismo invece il Memoriale all’olocausto di Eisenman , con le sue 2.7771 steli: una distesa immensa ed inquietante, che ricorda il cimitero ebraico che si stende ai piedi delle mura di Gerusalemme. Visitatori entrano ed escono in continuazione, bambini improvvisano giochi, persone osservano: ci ho visto l’invocazione ad una vita che continua ma che non dimentica, anzi una vita che entrando fisicamente nel passato doloroso e pieno di sangue, lo comprende, lo fa suo, forse lo perdona, prova ad uscirne con un sorriso: quello di chi sa, e vuole amare.
Il muro viene ricordato da una doppia fila di mattonelle per terra, e colpisce vederne il tracciato nei posti più centrali della città, e qualche pezzo rimasto qua e là per uso turistico. Ragazzi vestiti da militari russi e americani, con tanto di bandiera, si fanno fotografare con i turisti nei luoghi simbolo della seconda guerra mondiale (a cominciare dal famoso Check point Charly) e ricordano i nostri centurioni romani davanti al Colosseo: a ciascuno il suo …
L’attrazione internazionale di Berlino è fortissima e si base su un mix di musei, divertimento, natura, architettura, fascino storico. La perfetta organizzazione mostra solo una piega quando si fanno 40 minuti di fila al museo Pergamon a causa di una sola cassiera, ma si è ricompensati dall’audioguida con bellissime spiegazioni e offerta gratuitamente a tutti. Tutte le opere sono conservate perfettamente, e mi viene da pensare che forse l’Europa dovrebbe cominciare a restituire un po’ di archeologia sottratta ai paesi di origine, che oggi potrebbero ben utilizzarla per ritrovare radici e sostenere il turismo. Fantastico girare in bici, ficcarla in metropolitana, andare nei parchi, vedere gallerie di arte dappertutto, bere birra. Bello starci coi bambini, ideale anche per gli anziani. In giro molte persone con handicap, segno di una città inclusiva e attenta al diverso.
L’investimento della Germania unita per la sua capitale ritrovata deve essere stato una buona parte dei 1.500 miliardi di Euro, valutati come costo dell’unificazione. E’ una cifra gigantesca, ma segna l’evento simbolo di chiusura delle stragi europee del XX secolo, il cui effetto sulla cultura e lo sviluppo della Germania e dell’Europa sono ancora tutti da scoprire.

Pubblicato il 17/5/2009 alle 21.40 nella rubrica Diario.

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