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appunti [ di Romolo Guasco ]
 




PRIMA PAGINA

Egli disse: “I re delle
nazioni le governano,
e coloro che hanno
il potere su di esse
si fanno
chiamare
benefattori.
Per voi però
non sia così;
ma chi è il più grande
tra voi diventi
come
il più piccolo e chi
governa come
colui che serve.”

Lc. 22, 25-26



 


IL BLOG
(esiste dal 17.01.2004)

Attratto dallo strumento,
voglio vedere se funziona, se
riesco a tenerlo aggionato,
se qualcuno legge
quello che scrivo.

Uno spazio di appunti:
riflessioni, ricordi,
un po' di cronaca, preghiere,
condivisione di idee,
documenti interessanti,
senza volere chissà cosa.
Anche per esercitare
il piacere di scrivere.

Qualcosa resti delle tante
che ogni giorno pensiamo.






24 agosto 2011


IL MIO VITALIZIO DA EX CONSIGLIERE REGIONALE

Dei tanti “privilegi” dei politici il peggiore è il c.d. vitalizio, che non ha nessun tipo di giustificazione, poiché si prende ad attività cessata e indipendentemente dai versamenti fatti. Sono stato tra il 1995 e il 2000 consigliere regionale del Lazio: per questo al compimento dei miei 50 (!) anni avrei avuto diritto ad un vitalizio che credo si aggiri intorno ai 3000 € netti. Il costo per la regione di questi vitalizi, che attualmente pare prendono più di 200 “ex”, è di più di 16 milioni di euro l’anno! E’ evidente infatti che quanto ho versato in soli cinque anni di mandato non potrà mai coprire gli importi che mi saranno dovuti fin che campo (io e mia moglie, c’è anche la reversibilità!). Dunque il vitalizio è una sorte di riconoscimento onorifico per chi è riuscito ad accedere al palazzo, un riconoscimento, e qui la parola è quanto mai corretta, di casta. I versamenti fatti negli anni di mandato elettorale dovrebbero invece andare agli enti previdenziali cui l’eletto è iscritto, e contribuire alla sua pensione futura alla stregua degli altri cittadini.

Ho usato il condizionale perché quel vitalizio non l’ho mai preso e non lo prenderò: alla fine del mandato decisi di riscattare i miei contributi e rinunciare a ogni futuro diritto: mi è sembrato più equo così, già nel 2000. Non fu una scelta particolarmente sofferta, ed è la prima volta che ne parlo in pubblico, per testimoniare che un ritrovato rapporto tra politica e cittadni ha bisogno anche di piccoli gesti personali.

Ora la manovra di Ferragosto dice che dalla prossima legislatura le Regioni debbano passare ad un sistema “previdenziale contributivo per i consiglieri regionali”: vedremo(art. 14, comma 1, punto f, del Decreto Legge). Questa norma va approvata e attuata, senza se e senza ma.


6 dicembre 2008


Cattolici nel PD

Il Pd al suo esordio ha cercato di conquistare il “voto cattolico” lavorando sostanzialmnete in due direzioni: dialogo (se non semplicemente “occhiolino”) con i movimenti e le associazioni,  e rapporti con un po' di vescovi e cardinali.
E’ stato un terreno sbagliato di gioco, uno schema vecchio, per almeno due ragioni.
Primo perché non c'è in Italia questo granitico e forte blocco cattolico, ma ci sono gli elettori di fede cattolica. Immaginare, come negli anni 40, che la Chiesa possa spostare quote determinanti di consenso elettorale è un evidente errore. Tutti i sondaggi ci dicono che le preoccupazioni dei cattolici davanti al voto si identificano con quelle di tutti gli italiani (nell’ultimo la sicurezza, il lavoro,…) e i temi etici (quelli “irrinunciabili” per capirci) vengono, anche qui, buoni ultimi. Secondo, perché quel poco di elettorato organizzato (alcuni movimenti, primo fra tutti Comunione e Liberazione) sanno già largamente per chi votare, ossia in buona parte il centro destra.
Abbandoniamo questa schema: meglio misurarsi su un terreno di testimonianza che possa portare frutti al tempo dovuto. Dobbiamo capire come innovare e riproporre nel nuovo millennio i valori culturali del cattolicesimo sociale: una terza via per il XXI secolo . Dopo aver tanto insistito sui complessi e spesso spiazzanti temi etici, diamo segnali su cose più semplici e in definitiva più vicine alle gente: tradurre le opere di carità, che appartengono alla vita della Chiesa, in politiche per lo sviluppo, per l’uguaglianza e i diritti sociali, per la corretta distribuzione dei beni e il loro uso responsabile. E testimoniamo l’eticità di chi serve lo stato, senza indulgenza per chi ne approfitta.
Proviamo a permeare la vita culturale e sociale del nostro paese, vicino ai tanti laici (nel senso di non cattolici) che, abbandonate le ideologie comuniste e capitaliste del secolo passato, cercano onestamente nuove vie: diamo la spinta e mettiamo a frutto i talenti che il Signore ha dato a tutti noi! Non è questo il terreno del PD? Non sarebbe la messa in pratica del rimpianto Concilio Vaticano II, quando scriveva che: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. … Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia (Gaudium et spes, 1)?

Riscrivendo un mio intervento a Glocus, Montecatini, luglio 2008.


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permalink | inviato da romolo il 6/12/2008 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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