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appunti [ di Romolo Guasco ]
 




PRIMA PAGINA

Egli disse: “I re delle
nazioni le governano,
e coloro che hanno
il potere su di esse
si fanno
chiamare
benefattori.
Per voi però
non sia così;
ma chi è il più grande
tra voi diventi
come
il più piccolo e chi
governa come
colui che serve.”

Lc. 22, 25-26



 


IL BLOG
(esiste dal 17.01.2004)

Attratto dallo strumento,
voglio vedere se funziona, se
riesco a tenerlo aggionato,
se qualcuno legge
quello che scrivo.

Uno spazio di appunti:
riflessioni, ricordi,
un po' di cronaca, preghiere,
condivisione di idee,
documenti interessanti,
senza volere chissà cosa.
Anche per esercitare
il piacere di scrivere.

Qualcosa resti delle tante
che ogni giorno pensiamo.






25 agosto 2010


Canale Mussolini

Non si può che voler bene al romanzone di Pennacchi, vincitore del premio Strega, così come al suo autore. Si è letteralmente travolti da Pennacchi: dalla prosa incalzante e semplice, dai tanti personaggi e dalle loro storie sempre delicate e piene di vita, dalla crudezza della cronaca di quei duri tempi (raccontata senza nascondere numeri e date su fascismo e guerre) e infine dalle tante battute pronunciate dai protagonisti che ci regalano più che un sorriso. E’ la storia della famiglia Peruzzi, famiglia di mezzadri del ferrarese, cacciata e spogliata di tutto dai conti Zorzi Villa (che verranno maledetti in ogni occasione per tutta la storia: “maladéti i Zorzi Villa!”), e della loro storia nell’Agro Pontino, dove hanno ottenuto un podere dall’Opera Combattenti, che sta realizzando la grande bonifica, perché fedeli (anche troppo!) militanti fascisti. Un libro che aiuta a capire quei tempi al di là della retorica e della politica, con lo sguardo della vita quotidiana e delle sue ragioni: perché dietro alle storie di popoli e famiglie, di guerre sanguinose e di progressi, di amori e odi, c’è una quasi imperscrutabile e non giudicabile ragione personale. Ciascuno di noi, sembra voler dire Pennacchi, ha “le so’ razon”, ed è inutile far finta di ignorarle in nome di principi superiori più o meno morali. I Peruzzi erano socialisti (appresso alla divertente figura del poi gerarca Rossoni) perché volevano uscire dalla miseria, poi diventano fascisti per lo stesso motivo e ottengono le terre nell’Agro Pontino, e le difendono contro i “marocchin” locali di Cori e di Sezze (che a loro volta li chiamano “cispadan”), poi contro gli americani invasori (sia pure per poche ore: sembra che veramente pochi coloni e qualche tedesco bloccarono per un po’ gli angloamericani sbarcati ad Anzio, fino all’arrivo delle truppe tedesche che erano concentrate a Cassino). Insomma una visione realistica e de-ideologizzata della storia, sicuramente molto discutibile, ma alquanto efficace. Infine un libro che ci fa ripercorrere le vicende dello scorso secolo: noi e i nostri figli, generazioni di europei post-guerre, non dovremmo mai finire di sorprenderci per la nostra fortuna leggendo pagine come queste.

Avevo già letto Pennacchi (vedi la recensione “Schaw 150 Storie di fabbrica e dintorni”: http://appunti.ilcannocchiale.it/2006/08/27/ho_letto_durante_lestate.html) autore intervistato lo scorso anno anche dalla rivista Mare del Lazio, realizzata da Litorale spa. Ci aiuta molto a capire la nazione “veneto pontina”. E’ il secondo Strega vinto da una storia in parte ambientata in quei luoghi: l’altro è stato Vita della Mazzucco.

Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, Mondadori 2010


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permalink | inviato da romolo il 25/8/2010 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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