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appunti [ di Romolo Guasco ]
 




PRIMA PAGINA

Egli disse: “I re delle
nazioni le governano,
e coloro che hanno
il potere su di esse
si fanno
chiamare
benefattori.
Per voi però
non sia così;
ma chi è il più grande
tra voi diventi
come
il più piccolo e chi
governa come
colui che serve.”

Lc. 22, 25-26



 


IL BLOG
(esiste dal 17.01.2004)

Attratto dallo strumento,
voglio vedere se funziona, se
riesco a tenerlo aggionato,
se qualcuno legge
quello che scrivo.

Uno spazio di appunti:
riflessioni, ricordi,
un po' di cronaca, preghiere,
condivisione di idee,
documenti interessanti,
senza volere chissà cosa.
Anche per esercitare
il piacere di scrivere.

Qualcosa resti delle tante
che ogni giorno pensiamo.






5 aprile 2010


Post regionali

Come sempre le letture del voto sono molto articolate e complesse, soprattutto quando si tratta di elezioni regionali. Il PDL infatti ha vinto ma non del tutto, avendo perso più di un milione di voti rispetto alle regionali del 2005. Anche l’UDC è arretrata e solo Lega e Italia dei Valori hanno aumentato notevolmente i consensi rispetto a cinque anni fa. Invece rispetto ai risultati di competizioni più vicine (politiche 2008 ed Europee 2009) un po’ tutti i partiti in diversa misura perdono elettori, a causa di un notevole astensionismo - protesta (rispetto alle Europee di nove mesi fa non hanno votato ben 3,7 milioni di elettori).  Al di là dei freddi dati è abbastanza chiaro che:

  • Berlusconi continua a catturare l’attenzione dei suoi elettori, del suo “blocco sociologico” composto da Italiani che gli credono in varia misura: da chi pensa sia sul serio il palatino della libertà, a chi lo ritiene semplicemente il più adatto a soddisfare i propri interessi. Al di là del successo di oggi dubito che questo blocco possa allargarsi ulteriormente, anzi credo stia già avendo qualche cedimento all’astensionismo.
  • Il PD bersaniano non convince e non si capisce cosa propone: è in effetti lo slogan “un’altra Italia” va riempito di molti contenuti. Ci sono stati anche palesi errori politici: la rincorsa dell’alleanza vincente a tavolino in un caso non ha funzionato (Piemonte), nell’altro è stata rifiutata dagli stessi militanti (Puglia), nell’altro ancora non si è riusciti a farla e si è ripiegato sul primo candidato autorevole che si autoproponeva (Lazio). In fondo l’alleanza a tavolino con l’UDC ha vinto solo in Liguria!
  • Venendo al Lazio: ha ragione chi dice che non è andata così male: solo pochi mesi fa, dopo la storiaccia di Marrazzo, molti del centro sinistra davano per persa la Regione, e invece ci si è battuti: ma nonostante il combinato disposto del candidato conosciuto (Emma Bonino) e del pasticcio degli avversari (la mancata presentazione della lista PDL nel collegio di Roma) non si è fatto il risultato: anzi la candidata conosciuta non si sa bene cosa abbia effettivamente aggiunto, mentre la mancata lista e il can can costruitoci sopra da Berlusconi hanno compattato il fronte Polverini, che si è battuto fino all’ultimo voto con successo.

E’ difficile immaginare prossime mosse utili per il centro sinistra e per il PD: deve battere una maggioranza innanzi tutto “sociologica” più che politica, che Berlusconi interpreta molto bene. Mentre il PD non ha ancora ben chiaro quale sia la sua possibile maggioranza “sociologica”. Bisogna tentare di stare tra la gente e di capirla, ascoltare sul serio i militanti, fare proposte comprensibili e che creino identità, spirito di partito, blocco ideale, a prescindere dalla alleanze politiche: è inutile essere giustizialisti con Di Pietro, familisti con l’UDC, e operaisti con la sinistra! Si trovi una linea chiara e su quella si cerchino poi le alleanze: si punti al proprio elettorato reale e potenziale (senza illudersi di recuperare voti in uscita dal PDL o voti cattolici organizzati). Si aprano le finestre ad idee e volti nuovi che dimostrino intelligenza, gratuità e capacità di rischio. Per ogni caminetto e tavolo imbandito ci siano 100 assemblee nelle sezioni e nelle piazze! Tutti siamo chiamati ad una maggiore responsabilità pubblica, perché l’Italia, al di là della fiction berlusconiana, già non sta un gran ché e probabilmente peggiorerà pure.

Sapete che ho sostenuto al Consiglio Regionale del Lazio Mario Di Carlo, nella lista del PD: è stato eletto con più di 10.000 voti di preferenza. Grazie a chi l’ha votato.

 

Ps per il cultori della materia, l’analisi dei dati elettorali è ricavata dagli studi dell’Istituto Cattaneo: http://www.cattaneo.org




permalink | inviato da romolo il 5/4/2010 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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